Progetto "Ricomincio da qui"

Guida alla lettura dell'etichetta energetica degli elettrodomestici

I consumi domestici di energia risultano spesso difficili da monitorare. Un phon (1.000 – 1.500 watt) ci costa un euro ogni 5 ore di funzionamento, così come il forno a microonde (800-1.200 watt). La radiosveglia in stand-by consuma 6 watt all’ora, pari a circa 9 euro all’anno. Nel caso di piccoli elettrodomestici la spesa è contenuta. Nel caso invece di grossi apparecchi, come frigorifero, lavatrice, lavastoviglie e asciugatrice (che, insieme, escludendo il riscaldamento, rappresentano quasi il 30% dei consumi elettrici domestici), i margini di risparmio iniziano a diventare consistenti.

 

Evitare gli sprechi e ridurre la bolletta energetica è possibile. Come?

Intervenendo sin dall’acquisto degli elettrodomestici, con la scelta di apparecchi altamente efficienti. Così, se vi sembra impossibile immaginare la vostra casa senza microonde e lavastoviglie, la soluzione più facile per risparmiare è quella di dare un occhio alla classe energetica dei prodotti che mettete nel carrello.

Sin dagli anni Novanta, infatti, l’Unione europea ha imposto ai costruttori del settore di assegnare a ciascun elettrodomestico una etichettatura per indicarne la classe energetica e di conseguenza la loro efficienza. Si tratta di una scala di valore che va dalla lettera A, destinata agli apparecchi meno dispendiosi, alla G, per gli alti sprechi, indicando in questo modo i consumi annuali espressi in kilowattora. Le etichette prevedono anche un sistema di colori, che vanno dal verde scuro per i dispositivi di massima efficienza, al rosso per quelli che consumano di più.

In questo modo si è cercato di favorire da parte degli utenti un impiego più razionale degli elettrodomestici, con il risparmio di energia ed acqua e la riduzione dell’inquinamento atmosferico.

A partire dal 2010, per rispondere ad una crescente domanda da parte dei consumatori di prodotti più sostenibili, sono state introdotte tre nuove classi di efficienza energetica per tutti gli apparecchi: A+, A++ e A+++.  Tra la lettera A e la A+++ c’è circa il 50% di differenza in termini di efficienza energetica.

L’etichetta contiene inoltre informazioni sulle caratteristiche tecniche come volume e capacità di carico e prestazioni funzionali come l’efficienza di centrifugazione o di asciugatura.

Il significato pratico dei segni “+”, in termini di maggiore efficienza, varia da prodotto a prodotto. Così, per i frigoriferi e i congelatori i modelli di classe A+++ sono il 60% meno energivori di quelli di classe A, le lavatrici il 32% in meno e le lavastoviglie il 30%.

Per alcune apparecchiature sono stati stabiliti requisiti minimi di efficienza energetica per essere venduti. Così la classe A+ è il minimo per i frigoriferi e i congelatori, la A è la base di partenza per le lavatrici e per le lavastoviglie di dimensioni standard.

L’etichetta è sempre accompagnata da una scheda informativa relativa all’apparecchio di riferimento, in cui sono riportati il marchio del costruttore, il nome del modello, la classe di efficienza, il consumo di energia ed eventualmente di altre risorse, l’assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica e le principali caratteristiche tecniche del prodotto che possono incidere sui consumi di energia. 

 

Etichetta energetica

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